 |
Il
Mascherone è un motivo scultoreo ornamentale
applicato a opere architettoniche, rappresentante un volto
umano o di animale, spesso in forma di caricatura. In uso
nell'architettura
greca come
decorazione di
fontane e di arredi
vari, fu utilizzato anche nel Medioevo. Nel periodo
gotico
si trovano immagini di questo tipo scolpite nei
doccioni, nelle
chiavi degli archi, nei fregi e nei capitelli.
|
 |
 |
Il
motivo floreale si propone in area mediterranea fin dalle prime
manifestazioni della cultura figurativa cretese-micenea.
I soggetti vegetali presenti in questa area culturale
costituiscono un’anticipazione di quei motivi floreali che
saranno successivamente trattati nell’ambito dell’arte greca,
etrusca e latina e che, almeno in parte, ritorneranno
nell’iconografica italiana. Si tratta infatti di ornati con
edera, acanto, fiore di loto, palma ed altri elementi vegetali
più o meno stilizzati.
|
 |
 |
Nella pittura del Rinascimento il fiore si arricchisce di forme
e di colore perdendo quella semplicità e serenità del periodo
medioevale ed umanistico; si assiste al recupero del motivo a
grottesca, di derivazione classica; i motivi floreali ad impiego
ornamentale sono spesso ricorrenti anche nelle stoffe per abiti
indossati da personaggi attinenti al sacro. Anche l’architettura
del giardino assume sempre più importanza: nasce il giardino
all’italiana.
Verso la metà del ‘500 la pittura di fiori e frutta passa dal
significato religioso a quello laico, il genere pittorico tende
a qualificarsi sempre più come manifestazione di una curiosità
naturalistica già presente nel secolo precedente ma ravvivata
dalle scoperte archeologiche e dall’osservazione scientifica.
|
 |
 |
Il ‘600 è comunemente inteso come il secolo
Nella prima metà del XVIII secolo si affermò una nuova
espressione artistica: l’elemento decorativo appare
determinante e fondamentale. Nello stile settecentesco
predomina la linea raffinata, capricciosa, fantasiosa,
attraverso una concezione che tendeva a considerare la vita
un’arte elegante e preziosa. I colori perdono il chiaroscuro e
si addolciscono in tinte tenui pastello: azzurri delicati, rosa
confetto, gialli canarino. I giardini si popolano di amorini,
ninfe, satiri, statue. Anche la natura morta nel ‘700 acquista
una tendenza decorativa. Uno dei grandi maestri di questo secolo
è Francesco Guardi il cui tratto rapido e guizzante è ben
evidente nei suoi vasi e canestri di fiori.
La composizione floreale può dunque vantare una tradizione di
tutto rispetto; oggi il mercato mette a disposizione una grande
quantità e qualità di fiori ma chi vuole accostarsi a questa
arte non deve dimenticare la fantasia e la creatività, deve
attingere ampiamente al mondo vegetale, realizzare accostamenti
innovativi fermo restando la necessità di apprendere i principi
e le tecniche di base.
|
 |
|